La soggettività dello sguardo

Lo sguardo su uno spettacolo è soggettivo. Parla alla nostra pancia, dialoga con le nostre esperienze. Ogni spettatore vive un’esperienza teatrale unica e diversa. Con “Octavia. Trepanation” di Boris Yukhananov abbiamo lavorato su questo, partendo dal tema centrale dell’opera, ovvero il potere e il suo rapporto con la violenza.

Dov’è la violenza in “Octavia. Trepanation”? Quali sono i personaggi, i gesti, i movimenti che più la suscitano nella vostra percezione?

Tagliatele la testa di Alice Centazzo
Tre soldati in uniforme di vernice rossa di Emanuela Casetto
Agrippina di Sara Storti
La dialettica dei tiranni di Alberto Crestanello
Vedo la violenza di Anna Bottolo
Colori di Beatrice Giudici
Ventrem feri! di Eleonora Gianello
Trinità del dittatore di Marta Placido
La testa nella sabbia di Davide Tibaldo
A braccia alzate di Rachele Dalla Vecchia
Octavia. Trepanation di Federico Balestro
Ottavia e l’usignolo di Ginevra Cariolato
Datemi la mia morte di Vanja Baltic
La paura di Lucia Piccoli
La catena di Daniele Tessaro
La violenza sensoriale di Octavia di Morgana Campagnolo

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