Che cos’è il classico?

Che cos’è il classico? Ne esiste una definizione univoca? Che cosa provoca in noi l’incontro tra classico e contemporaneo? È necessario?

Con i ragazzi di Conversazioni Under 30 siamo partiti più di un mese fa da queste domande, cercando insieme, giorno dopo giorno, di socchiudere la mente e il cuore alla possibilità di un nuovo approccio al teatro. Un approccio denso di memoria emotiva, che tenga conto non solo dell’intelletto ma anche dell’emozione, che renda Continua a leggere “Che cos’è il classico?”

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La soggettività dello sguardo

Lo sguardo su uno spettacolo è soggettivo. Parla alla nostra pancia, dialoga con le nostre esperienze. Ogni spettatore vive un’esperienza teatrale unica e diversa. Con “Octavia. Trepanation” di Boris Yukhananov abbiamo lavorato su questo, partendo dal tema centrale dell’opera, ovvero il potere e il suo rapporto con la violenza.

Dov’è la violenza in “Octavia. Trepanation”? Quali sono i Continua a leggere “La soggettività dello sguardo”

L’attore a nudo

Un attore in prova è un essere meravigliosamente a nudo. Lo si vede cercare le battute, impastare la memoria, identificare gli agganci emotivi in se stesso, misurare lo spazio nei passi, intrecciare gesti e sensazioni con gli altri protagonisti sulla scena. Un attore in prova è come un animale in un’infinita distesa piatta da disegnare, senza nascondigli, potenziale preda dello sguardo, che lo coglie nudo, esposto, insicuro.

Stivalaccio Teatro ha regalato ai ragazzi e alle ragazze di Conversazioni Under 30 Continua a leggere “L’attore a nudo”

La Trilogia degli Elementi

Riduciamo le parole al minimo e proviamo a raccontare un punto di vista su uno spettacolo attraverso l’essenzialità: solo un’immagine e tre parole. Questo lo sguardo dei ragazzi di Conversazioni Under 30 sulla Trilogia degli Elementi di Khroma

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Il teatro, esercizio di mondo

Abbiamo bisogno di conoscere, di avere coscienza di essere, possiamo farlo attraverso due parole chiave: esperienza e corpo. Portiamoci a teatro, diventiamo filtro di ciò che siamo chiamati a vivere, che abbiamo scelto di vivere con e per il corpo che sente, si fa tramite di quella esperienza. Ogni avvenimento rischia di essere significante, si propone, si dispone per il nostro ascolto. E noi? Cos’altro possiamo fare che porsi a interpreti dell’accadere? Fuori c’è il mondo, dentro c’è il teatro. Ma se spostiamo Continua a leggere “Il teatro, esercizio di mondo”